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Trento, 19 novembre 2009
I.T.I, Liceo della Montagna ed altro…
che fine faranno le scuole superiori a Tione?

Interrogazione a risposta scritta presentata da Roberto Bombarda
consigliere provinciale dei Verdi e Democratici del Trentino

Davvero si pensa che la scuola possa essere riformata (in funzione, mi auguro, di un suo potenziamento) tagliando drasticamente l’offerta scolastica, riducendo il numero delle lingue straniere obbligatorie, ridimensionando drasticamente (si vocifera di un 20%) il numero delle cattedre? Sono interrogativi che sorgono spontanei, ed in parte inquietano, leggendo le cronache odierne riferite all’incontro dei giorni scorsi a Tione fra tre dirigenti provinciali – assente l’assessore all’istruzione – i sindaci della valle, i dirigenti scolastici locali e – non invitati – una cinquantina di docenti autoinvitati, unica esplicita voce di dissenso fra i convenuti, in un contesto, peraltro, ove dubbi e perplessità erano prevalenti sul consenso verso quanto veniva illustrato.

Alcuni lustri fa, ormai, il progetto di “provincializzazione” della scuola statale fu preceduto da mesi e mesi di incontri, dibattiti, convegni, una vera e propria “operazione ascolto”, nella convinzione che nessuna riforma sociale è di per sé solo un fatto (reale o presunto) di razionalizzazione, riorganizzazione, taglio degli sprechi e via elencando. Eppure non si trattava – in definitiva - di una riforma di valenza ed impatto superiore a quello che si prospetta di questi tempi a proposito della scuola. Vi era per lo meno la consapevolezza che qualsiasi riforma, per essere incisiva ed efficace, deve essere condivisa e partecipata. Operatori e utenti non possono essere trattati come pedine su una scacchiera, indifferentemente spostate o sacrificate a seconda di chi dirige il gioco. Dunque non può essere una partita affidata a tre funzionari (per bravi, preparati e competenti che siano), ma deve coinvolgere, anzitutto, il livello politico da un lato, l’utenza, gli operatori del settore e gli amministratori locali dall’altro.

Quello che accade a livello nazionale è sotto gli occhi di tutti. Ad una maggiore esigenza di offerta formativa ed educativa il Governo risponde con tagli e licenziamenti di docenti. Quelli che dovevano essere i cardini della formazione futura dei giovani (maggiori conoscenze tecnologiche, più informatica ed internet, più lingue straniere apprese) sono stati messi rapidamente nel cassetto. Prevale l’austerity finanziaria, i tagli di bilancio, quasi sempre in un’unica direzione: la formazione (migliaia di cattedre eliminate e quindi di insegnanti disoccupati o a “mezzo servizio”), la ricerca scientifica, il welfare.

Episodi come quello di Tione fanno sorgere il dubbio che anche qui in Trentino – un territorio con radicate tradizioni di democrazia e partecipazione alle scelte – si cerchi di introdurre un modus operandi devastante e sconcertante.

Anche nel merito delle scelte illustrate – oltre che nel metodo – sorgono dubbi e perplessità che meriterebbero una valutazione più ponderata e condivisa. A parte questo procedere per fughe in avanti e altrettanto precipitose fughe all’indietro (prima si amplia l’offerta formativa aumentando il numero dei corsi e dei diplomi, poi si accorpa e si ridimensiona) si corre il rischio di non cogliere nemmeno il significato positivo di alcune scelte fatte e consolidate. E’ il caso, proprio a Tione, della ventilata soppressione del biennio ITI e dell’imprecisato destino del Liceo della montagna, corso di studi giunto ormai al quinto anno, quindi abbastanza consolidato, unico liceo simile a livello nazionale. Dunque non si vogliono conservare nemmeno le specificità formative introdotte in un territorio tenendo conto proprio di suoi elementi sociali ed economici particolarmente significativi e caratterizzanti. Un territorio le cui tradizioni culturali ed economiche sono un tutt’uno con le sue caratteristiche geofisiche (i ghiacciai ed i monti forse più importanti e conosciuti d’Italia, un parco naturale con caratteristiche uniche, ed una economia fortemente correlata con le caratteristiche morfologiche e culturale della valle).

Tanto doverosamente premesso,

si interroga il Presidente della Giunta provinciale per sapere

1. se anch’egli non condivida la preoccupazione per un progetto di razionalizzazione dell’offerta formativa (immagino che analoghi provvedimenti siano in vista anche per altri istituti superiori) che rappresenta un ridimensionamento degli sforzi fin qui fatti per variare ed aumentare l’offerta formativa, e certamente non condivisibile nel metodo in cui si intende attuarlo, calato burocraticamente dall’alto, senza alcun coinvolgimento reale, nella discussione e nelle scelte, della popolazione e dei suoi amministratori, degli utenti e degli operatori del settore;

2. se non ritenga doveroso salvaguardare ed anzi potenziare ulteriormente un percorso unico ed innovativo quale è il Liceo scientifico per le professioni della montagna, operativo da ormai cinque anni presso l’Istituto “Lorenzo Guetti” di Tione, che assicura la formazione delle future generazioni di professionisti del turismo di montagna, guide alpine, maestri di sci e accompagnatori di territorio, figure strategiche per lo sviluppo del turismo e dell’economia del Trentino;

3. se non ritenga opportuno assicurare agli iscritti al biennio I.T.I un percorso scolastico completo che li possa portare ad ottenere a Tione il diploma quinquennale, anche in considerazione della forte presenza nelle Giudicarie del settore secondario e del bisogno assoluto da parte dell’industria e dell’artigianato di poter contare su diplomati locali  nelle materie tecniche.

Cons. Roberto Bombarda

     

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